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   Fiera de l'Oca   

La Fiera de l'Oca
Ricostruzione storica di una fiera del '900




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La Fiera de l’Oca è la fedele ricostruzione storica di una fiera paesana di inizio ’900.


MIRANO DA RISCOPRIRE: LA STORIA

L’evento nasce nel 1998 dall’incontro tra una vecchia tradizione miranese che voleva si festeggiasse la chiusura dell'anno agrario l'11 novembre, giorno di San Martino, mangiando l’oca e la secolare Fiera di San Matteo (la cui prima edizione data addirittura all’11 settembre 1447 quando il Veneto Senato emana il decreto che istituisce la Fiera di San Mattio).

In passato, proprio il giorno di San Martino, i mezzadri festeggiavano la chiusura dell’anno agrario e sulle loro tavole faceva la sua comparsa l’OCA: vuoi perché in questo periodo dell’anno l’oca raggiunge il suo maggior splendore, con una carne così morbida da sciogliersi in bocca, vuoi perché a Mirano i proprietari terrieri più importanti erano in maggioranza ebrei e non potevano mangiare la carne di maiale, fatto sta che questa tradizione gastronomica si è tramandata di generazione in generazione, arrivando fino ai giorni nostri accompagnata dal celebre detto "CHI NO MAGNA L’OCA A SAN MARTIN NOL FA EL BECO DE UN QUATRIN".

MIRANO PER DIVERTIRE: IL ZOGO

Il ZOGO DE L’OCA IN PIAZZA nasce dalla matita dell’artista Carlo Preti, il quale riporta su 63 caselle del noto gioco da tavola, oltre alle oche, luoghi, monumenti, ville, opere d’arte, personaggi e tradizioni di Mirano, che poi, disposte attorno all’ovale della piazza, formano una grande passerella colorata di 130 metri. Anche il Zogo, come la Fiera è ambientato agli inizi del ’900.

A sfidarsi sono, da allora, ogni anno, le squadre del capoluogo e delle cinque frazioni di Mirano: così il Zogo è diventato anche una sorta di palio tra contrade, dove si misura la sana rivalità tra i campanili del comune. A darsi battaglia gli arancioni di Scaltenigo, i blu di Vetrego, i gialli di Campocroce, i rossi di Ballò, i verdi di Zianigo e gli azzurri di Mirano capoluogo. Tra i campanili miranesi è sfida vera: le squadre si preparano con largo anticipo, provano i giochi, preparano costumi e tecniche per arrivare per primi alla caselle 63. Anche se poi, alla fine, a farla da padrona è quasi sempre la fortuna. Come in un qualsiasi gioco di dadi. Il pubblico lo sa, incita, lancia sfottò, si lascia rapire dalla sana rivalità del gioco. Chi vince ha solo l’obbligo di devolvere il premio in denaro a una realtà benefica del proprio paese ed è ciò che riporta la sfida alla dimensione di gioco.

Così, la domenica pomeriggio, alle ore 15, con la grande sfilata storica, aperta dalla banda cittadina, in un tripudio di colori e allegria, di saltimbanchi e giocolieri, inizia la sfida a colpi di dadi, che le sei squadre si lanciano per arrivare alla casella 63.

Le squadre, che rappresentano Mirano e le sue cinque frazioni, sono composte da dieci elementi, tutti in costumi d’epoca: un capitano che lancia i dadi, un alfiere che sposta la pedina e otto giocatori che intervengono per superare le prove richieste dalle caselle.

MIRANO DA VIVERE: LA FIERA

Attorno al Zogo, per due giorni, la Mirano è quella di un secolo fa. Qualcosa di più di una semplice ricostruzione: in città le tradizioni rivivono davvero, in piazza, per tutti e senza nemmeno scomodare fatti storici salienti. Quelli si trovano già nei libri. Passeggiando il sabato pomeriggio per le vie del centro sembra di essere tornati indietro di cent’anni da quanta cura è stata riservata ai particolari e soprattutto alle circostanze. Perché non bastano gli allestimenti, servono anche le situazioni: i baracconi, il vecchio luna park, i mercanti, tutti in costumi d’epoca fedelmente riprodotti dagli originali. Sempre in cerca di novità, la Pro Loco, qualche anno fa, ha deciso di esportare la Fiera de l’Oca fuori città. Il viaggio non poteva che portare in Francia, patria dell’oca, che guarda caso, dal 1700, celebra il pennuto proprio nel weekend di San Martino. La leggenda infatti narra che furono schiamazzi d’oca a svelare ai messi papali il nascondiglio di Martino, intimorito dalla possibilità di essere nominato vescovo di Tours.

La Pro Loco è andata a Sarlat, capitale del Périgord Noir, dove alle oche hanno dedicato perfino un monumento bronzeo in centro. Qui ha parlato con associazioni, produttori e autorità locali, le ha invitate a Mirano e così i francesi sono entrati a far parte integrante della Fiera dell’Oca di Mirano, assieme alle loro tradizioni, ai loro costumi tipici e alle loro specialità culinarie.


OCA PER TUTTI!

La regina incontrastata della Fiera è ovviamente l’oca. E non solo a tavola. Tutto, nella due giorni di novembre, rimanda a lei, presente in ogni effige e dimensione in tutti gli angoli della festa, come nelle grandi sagome che spuntano dai portici. Senza dimenticare che il nome ufficiale del mercato, aperto dal sabato pomeriggio fino a domenica sera, è "Ocaria": tutto quello che è in vendita richiama il simpatico pennuto, con un’infinità di oggetti da collezione o per l’uso quotidiano creati in esclusiva per la manifestazione e "marchiati" con l’oca. Grembiuli da cucina, canovacci, tovagliette, asciugamani, piatti, tazze, bicchieri. E ancora, calamite, cornici, matite, stampe, libri serigrafie. Insomma, di tutto e di più. E non possono mancare tutti i prodotti gastronomici a base d’oca provenienti dalle zone italiane più vocate, come il Friuli, la Toscana e la Lomellina. Per i buongustai ci sono poi l’Ostaria de l’Oca e l’Osteria del Fritto, ricostruzioni, tutte in legno di vecchie osterie del ’900: il luogo migliore per bere un bicchiere di vin brulè lasciandosi inebriare dai sapori di un panino con la salsiccia d’oca o di una mozzarella in carrozza con il prosciutto cotto d’oca o di un piatto di risotto alla salsiccia o di un piatto di ochette ripiene, naturalmente, di carne d’oca. Soddisfatto anche lo stomaco e il palato, ci si immerge nuovamente nella festa.


Dal 2025 LA FIERA DE L’OCA e IL ZOGO DE L’OCA IN PIAZZA è EVENTO DI QUALITA’






Programma 2026
(provvisorio)

Sabato 7 novembre

ore 15.30
Apertura FIERA de l'OCA
con "l'OCARIA", il mercato dell'Oca
(ingresso libero)



ore 16.00
INIZIO SPETTACOLI DI STRADA:
Il teatro dei burattini, saltimbanco, musici,
giocolieri, artisti di strada, attori

GLI ARTISTI DI STRADA
IL TEATRO DEI BURATTINI
GIOCOLIERI
MIMI


ore 16.00
APERTURA BARACCONI "OCA PARK" PER BAMBINI
GIOCO DELL'OCA PER BAMBINI
(potranno partecipare tutti i bimbi presenti)




         

Domenica 8 novembre

ore 9.30
Riapertura FIERA de l'OCA
Con "l'OCARIA"
e il "Teatro di Strada"



ore 11.00
"LA CUCCAGNA",
pregioco per assegnazione ordine partenza con gli atleti del GRUPPO SERENISSIMA



dalle Ore 12.00
RISOTTO D'OCA E RAVIOLI D'OCA



ore 15.00
Sfilata dei figuranti
&
"ZOGO DE L'OCA IN PIAZZA"
  • posti a sedere » a pagamento (prezzi)
  • posti in piedi » ingresso libero










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